Digital Transformation e Digital Mindfulness

Perché il fattore umano è l'elemento più critico della Trasformazione Digitale

La Digital Transformation, o Trasformazione Digitale, è l'insieme dei cambiamenti tecnologici, culturali, organizzativi, sociali e manageriali che si verificano in un'organizzazione quando adotta le tecnologie digitali nei processi di lavoro.

ragazza al computer

Nel corso della Trasformazione Digitale, non è facile per tutti accettare i cambiamenti che si verificano nel modo di lavorare e di relazionarsi tra le persone.

Possono sorgere situazioni di stress e conflitto, perché si manifestano nuovi problemi.

Attuare la Trasformazione Digitale è un obiettivo sempre più pressante tra le aziende e le pubbliche amministrazioni. Adottare in modo radicale le tecnologie digitali in tutti i processi di lavoro è infatti ormai indispensabile per essere all'altezza delle sfide del nostro tempo.

Le tecnologie digitali consentono di essere più efficienti, cioè di usare meno risorse (persone, tempo, soldi) a parità di risultato, ma anche di ottenere risultati migliori.

E le persone? Se si trascura il fattore umano, non si riesce ad attuare una Trasformazione Digitale che funzioni veramente, perché tutte le organizzazioni sono fatte prima di tutto di persone, non di macchine.

Le persone, poste di fronte alla Trasformazione Digitale, incontrano problemi piccoli e grandi, che se non affrontati di trasformano in disagio e resistenza al cambiamento.

I problemi

Problemi posturali

I problemi posturali sono il primo e più evidente effetto negativo della Digital Transformation.

Le posizioni adottate per lavorare al computer o scrivere messaggi sullo smartphone sono agli antipodi rispetto alle funzionalità per le quali il nostro corpo si è evoluto in decine di migliaia di anni.

Si consideri che la testa pesa 4,5 chili. Mentre siamo protesi sui nostri dispositivi digitali, la testa si sposta in avanti rispetto al suo asse naturale, provocando tensioni sul collo che causano contratture molto dolorose al collo, alle spalle e alla schiena. Nei casi più gravi si arriva anche all'ernia del disco.

I muscoli risentono molto del lavoro al computer o di un utilizzo spinto del telefono, in parte atrofizzandosi per il non utilizzo, in parte contraendosi per le tensioni eccessive prolungate.

L'uso prolungato degli schermi provoca anche la sindrome da visione al computer, dovuta sia al mantenimento a lungo di una stessa postura seduta, sia al fatto che la maggior parte degli schermi elettronici emette luce blu, la quale è fonte di stress ossidativo sulla pigmentazione retinica, inibendo la secrezione di melatonina e affaticando la vista. Sintomi tipici di questa sindrome sono: affaticamento della vista, secchezza oculare, stanchezza senza un apparente motivo, senso di pesantezza, perdita di lucidità, mal di testa, visione offuscata e/o disturbata, nausea, insonnia.

La sindrome del tunnel carpale è un'altra tipica patologia, dovuta all'uso prolungato della tastiera e del mouse.

Stress lavoro correlato

Stress lavoro correlato è il termine usato nella medicina del lavoro per indicare la condizione nella quale si vengono a trovare gli individui sottoposti a carichi di lavoro eccessivi o impropri. Dunque si applica alle persone quando non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative cui sono sottoposte nell'ambiente di lavoro.

Tale condizione può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale. Disturbi tipici dello stress da lavoro sono: mal di testa, disturbi gastrointestinali, disturbi del sonno, nevrastenia, sindrome da fatica cronica, fino a casi di burn-out o collasso nervoso.

Le tre dimensioni tipiche dello stress lavoro correlato sono:

  • deterioramento dell'impegno nei confronti del lavoro;
  • deterioramento delle emozioni originariamente associate al lavoro;
  • adattamento inadeguato tra persona e lavoro.

Distrazione e disattenzione

La distrazione e la scarsa capacità di attenzione sono fenomeni comportamentali oggi estremamente diffusi, la cui causa viene di solito ricondotta ai media digitali.

Mentre siamo impegnati al lavoro, veniamo investiti di continuo da stimoli che distolgono la nostra attenzione:

  • le notifiche di email, messaggi e avvisi di sistema;
  • le pagine web, sovraccariche di elementi progettati per farci saltare da un contenuto all'altro;
  • i social media, che fanno leva sul nostro ancestrale bisogno di far parte di un gruppo umano e di asservi pienamente accettati.

Tali stimoli provengono dai diversi schermi che si trovano in prossimità del corpo, rappresentando una continua minaccia alla capacità di mantenere a lungo l'attenzione su un determinato compito.

Distrazione e disattenzione aumentano il tempo trascorso al lavoro, l'affaticamento, la conflittualità, gli errori, compromettendo la fiducia in se stessi.

RedazioneDigital Transformation